• dr. Simone Iannone

FOOD CRAVING

In realtà con il termine craving possiamo identificare un “desiderio intenso” “voglia incontrollabile” e non solo nei confronti del cibo. Nella nostra società abbiamo parecchi esempi, pensiamo alle droghe, fumo, videogiochi… quindi non solo di cibo!

A prescindere dalla dipendenza, il meccanismo mentale è legato al fatto che perdo in quel momento il controllo di me stesso e cedo alla tentazione di assumere, in questo caso specifico, il cibo desiderato. Questo chiaramente può determinare il fallimento di un percorso alimentare o comunque è una fonte di disturbo che ciclicamente si ripresenta, togliendo al soggetto forza ed energia, entusiasmo e voglia di proseguire nel suo cammino verso un benessere più stabile.


MA QUANDO Può ATTIVARSI QUESTO CRAVING?

Le situazioni possono essere varie, maggiormente legate a stati di poca motivazione, frustrazione, paure, rabbia, scarsa energia vitale, oppure da un mix di vari stati emozionali negativi. Ma un forte contributo, oserei dire decisivo è dato dall’assunzione di cibi definiti “droganti”, studiati appositamente per innescare una dipendenza. I produttori di questi roba-edibile (passatemi il termine) conoscono bene i meccanismi che ci sono alla base e sfruttano proprio questa debolezza biochimica per creare un’attrazione malsana.

Quando entrate in un supermercato, guardate quanti prodotti inutili ci sono sugli scaffali, ricchi di zuccheri, grassi e sale, bene quello non è cibo.

Se questa roba-edibile viene acquistata e portata nelle nostre case sarà impossibile riuscire a gestire un attacco di craving.


FATE LA SPESA SENZA UN SENSO DI FAME, TIRATE DRITTO NEI REPARTI DOVE CI SONO TUTTI QUESTI PRODOTTI E COMPRATE L’ESSENZIALE PER NUTRIRVI


Un modo per ridurre gli attacchi e distanziarli nel tempo fino ad eliminarli è attraverso una presa di coscienza, priva di giudizio, seguendo un percorso psico-fisico ben definito.

IL SUPPORTO DI UN BRAVO PSICOTERAPEUTA è spesso consigliato


Chiaramente non dobbiamo dimenticarci del nostro organismo!


La luce e il sole danno un contributo essenziale, infatti a latitudini più polari ed in stagioni più buie e fredde, il craving tende ad aumentare. Il cosiddetto Disturbo Affettivo Stagionale (SAD), è caratterizzato da stanchezza, umore triste ed intenso desiderio di cibo, soprattutto di carboidrati raffinati. Quindi cercate di stare alla luce, NUTRIAMOCI DI LUCE.


MANTENIAMO UN BUON RITMO SONNO-VEGLIA se dormiamo poco, si alzano gli ormoni dello stress e, soprattutto, tendiamo ad essere più impulsivi. Con più stress e più impulsività, il craving sarà quasi sicuro.


SEGUITE UN PIANO ALIMENTARE PER LA VOSTRA FLORA BATTERICA INTESTINALE, migliorando l’asse INTESTINO-CERVELLO

L’intestino parla lo stesso linguaggio del cervello e ha un sistema nervoso proprio e, per questo motivo, riesce a prendere decisioni autonomamente. La comunicazione fra i due organi avviene attraverso il nervo vago sulla base di neurotrasmettitori comuni, come la serotonina: la serotonina svolge un ruolo fondamentale per la regolazione dell’umore e viene prodotta


per il 95% dalle cellule distribuite lungo la mucosa intestinale. All’interno dell’intestino essa è in grado di mediare funzioni come la peristalsi, la secrezione, così come la sensazione della nausea. Ecco allora che, attraverso il nervo vago, questi segnali vengono veicolati dalla serotonina al cervello che li associa, ad esempio, al senso di sazietà.

Non dobbiamo dimenticarci però che la relazione tra intestino e cervello è a doppio senso. Se è vero che lo stato di salute dell’intestino si riflette sul cervello, è vero anche il contrario: periodi particolarmente stressanti o la nostra (in)capacità di affrontar


e ansie, paure, decisioni, possono incidere sul normale funzionamento dell’intestino con alterazioni della peristalsi (e conseguenti episodi ad esempio di stipsi o di colite) e della produzione di acidi, di enzimi, di ormoni. Allo stesso modo dieta e disordini intestinali possono avere ricadute sull’umore (ecco cosa significa somatizzare lo stress!).

L’importanza di prendersi cura al meglio della nostra “pancia” è quindi evidente.

È innegabile che l’alimentazione ricopra un ruolo fondamentale: prestare attenzione alla reazione del nostro intestino ad alcuni alimenti e bevande ci permette di notare cosa può irritarlo maggiormente per moderarne o evitarne l’assunzione.


FATE MOVIMENTO CON COSTANZA, l’attività fisica produce endorfine. Le endorfine sono un gruppo di ormoni peptidi che si presentano naturalmente nel cervello che, quando le rilascia, aumenta la soglia del corpo al dolore e influenza il modo in cui ti senti emotivamente. Le endorfine sono la nostra morfina naturale.


VERIFICATE LA POSSIBILE CARENZA DI VITAMINE E MINERALI perché questo potrebbe contribuire ad abbassare la vostra capacità di resistenza allo stress e quindi peggiorare le crisi di craving.




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